I sogni di Baghdad

La letteratura irachena prova a raccontare un paese che sprofonda nella guerra

04 OTTOBRE 2015, TEATRO NUOVO, FERRARA
Riassunto
Al Festival di Internazionale, presso il Teatro Nuovo di Ferrara, dialogano tra loro Hassan Blasim, scrittore e poeta iracheno, Inaam Kachachi, scrittrice irachena e Ahmed Saadawi, scrittore iracheno. Introduce e modera Gad Lerner, giornalista

Davanti ad un pubblico gremito presso il Teatro Nuovo gli scrittori Hassan Blasim, Inaam Kachachi e Ahmed Saadawi si sono raccontati e hanno parlato dei personaggi dei loro libri, attraverso i quali hanno provano a spiegare la dura realtà irachena.

Per far capire quanto sia difficile vivere in Iraq, Ahmed Saadawi, autore del libro Frankenstein in Baghdad, ha spiegato quanto diversa sia la concezione della morte fra Occidente ed Oriente. “In Iraq la morte non fa paura. Fa parte della quotidianità irachena incontrare la morte per le strade di Baghdad”, ha dichiarato.

Negli ultimi anni, con l’Isis che usa come strategia di terrore gli attentati suicidi, “il popolo iracheno ha imparato a convivere con la morte”, ha spiegato Hassan Blasim, autore di Il matto di Piazza della libertà “a tal punto che nella vita di tutti i giorni, si esorcizza la paura di essa con il sarcasmo, giocando anche con il macabro”. “È normale sentire barzellette sulla morte” ha aggiunto Ahmed Saadawi, che ha poi voluto raccontarne una.

Tutti e tre gli scrittori infatti scongiurano il timore della morte e raccontano la realtà irachena attraverso gli occhi dei personaggi che descrivono nei loro libri. “Ma non è facile trasmettere all’Occidente ciò che succede in Iraq”, ha spiegato Hassan Blasim, perché il mondo occidentali ha ormai una propria idea di quello orientale, condizionata e filtrata principalmente da due elementi: dai media occidentali e dagli organi di partito. Perché l’Occidente possa capire veramente ciò che sta succedendo nel medio oriente – continua - occorre che ne capisca la sua cultura, andando a leggere la sua letteratura”.

Anche Inaam Kachachi, scrittrice del libro I cuori sono ruscelli che scorrono, ha concordato con il pensiero di Hassan Blasim e ha aggiunto: “Gli occidentali devono anche imparare a leggere la loro società, perché quando un giovane europeo decide di convertirsi all’Islam e si arruola nell’Isis muore già in Europa, prima ancora di partire per andare a combattere”.

L’incontro si è concluso si è poi concluso con una confessione di Ahmed Saadawi, l’unico dei tre scrittori che ha decido di rimanere ancora a vive in Iraq. “Non so spiegarmi perché rimango ancora a Baghdad, so solo che non riesco a vedere la mia vita fuori dall’Iraq, fuori dalla mia camera, in cui mi rifugio a scrivere aspettando che uno dei miei personaggi mi venga a bussare alla porta”.

(Elsa Pasqual)

Dichiarazioni
"Non è facile trasmettere all’Occidente ciò che succede in Iraq, perché il mondo occidentali ha ormai una propria idea di quello orientale, condizionata e filtrata principalmente da due elementi: dai media occidentali e dagli organi di partito. Perché l’Occidente possa capire veramente ciò che sta succedendo nel medio oriente occorre che ne capisca la sua cultura, andando a leggere la sua letteratura." Hassan Blasim
"Gli occidentali devono anche imparare a leggere la loro società, perché quando un giovane europeo decide di convertirsi all’Islam e si arruola nell’Isis muore già in Europa, prima ancora di partire per andare a combattere." Inaam Kachachi
" In Iraq la morte non fa paura. Fa parte della quotidianità irachena incontrare la morte per le strade di Baghdad." Ahmed Saadawi
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it