Il sogno incompiuto

Negli Stati Uniti, cinquant’anni dopo Martin Luther King, i neri scendono di nuovo in piazza contro le discriminazioni

04 OTTOBRE 2015, TEATRO COMUNALE, FERRARA
Riassunto
La questione della razza emerge anche negli Stati Uniti di Obama e la situazione è drammatica come sottolinea Isabel Wilkerson, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1994. "Ogni tre o quattro giorni un cittadino americano viene ucciso dalla polizia" – afferma Wilkerson – e "siamo tutti testimoni oculari.

Esiste un collegamento tra i linciaggio del ventesimo secolo ed il momento attuale?“ La risposta del premio Premio Pulitzer è che “questa cosa coinvolge il mondo intero e ogni giorno afro americani sono costretti a fuggire dal sud verso la parte occidentale negli Stati Uniti". Il paragone è con gli italiani che negli anni sessanta emigravano verso il nord. "È un’esigenza di libertà" – sottolinea la scrittrice americana – “ e c’è una supremazia bianca battuta dalla resistenza nera”. Così la pensa Kristina Kay Robinson che vive a New Orleans. "I neri" – dice – "hanno resistito alla supremazia bianca. La mia città, i suoi cittadini consapevoli, hanno un ruolo speciale in questo scacchiere". Fondatrice del progetto Mixed company, una raccolta di racconti scritti di donne provenienti da diversi paesi, Kay Robinson racconta come la resistenza in questa città sia sempre esistita: "La più grande rivolta del 1811 è avvenuta in quest’area della Louisiana. I costumi, i modi e le tradizioni sono legate alla resistenza." Gary Younge, giornalista de The Guardian, pone la questione dal punto di vista del corrispondente: "La mia esperienza è cambiata in quei 12 anni. Io sono il prodotto di un’altra migrazione. L’America è un posto fantastico ma anche un posto in cui i neri facevano cose che non facevano in Gran Bretagna e io in America dal 2003 mi sentivo straniero e vivevo le cose sulla mia pelle nera". Younge sottolinea che “l'aspettativa di vita di un nero a Washington è più bassa che a Gaza, ogni 28 ore una persona viene uccisa da un agente, ci sono più persone nere nel sistema carcerario statunitense che nel periodo dei gulag sovietici“. In un paese con tante armi e con tanta segregazione c'è una precarietà inevitabile. "Una dieta quotidiana di morte nera", sottolinea Younge che evidenzia anche come questa sia percepibile sulla rete. Jose Antonio Vargas in collegamento Skype afferma “Sono negli Stati Uniti da quando avevo 12 anni e ora ne ho 34. Non posso viaggiare per una ragione legata alle norme attualmente in vigore negli Stati Uniti, attendiamo una riforma che consenta alle persone di poter viaggiare”- Gli immigrati europei “sono colpiti dal concetto della bianchezza. Una sorta di sistema razzista istituzionalizzato è stato creato negli Stati Uniti, ma adesso che l’America non è solo bianca o nera – dice Monica Maggioni - adesso che il paese è diventato anche latino, americano o asiatico, come si applica questo discorso?” Vargas replica che “stiamo affrontando un terremoto demografico e dobbiamo affrontare il tema latino e asiatico. Il tema della razza non è solo una fetta della torta, ma l’intera torta” “Le cose che esprime Vargas” – dice Isabel Wilkerson – “mi commuovono. Si deve capire che cosa è successo nel passato negli Usa”, dove ha funzionato un sistema di caste che si è basato sull'aspetto delle persone. Wilkerson denuncia che nel corso di 12 generazioni si sono accesi mutui sugli schiavi e si è formato un vero e proprio sistema di caste, una nuova forma di schiavitù. “Il sistema di caste - afferma - è flessibile e si adatta al sistema di chi è arrivato al potere in una certo momento”. Oggi assistiamo alla violenza sui neri perché c’è paura e incertezza. “Queste manifestazioni morbose di Donald Trump si spiegano”, dice Jose Antonio Vargas. “Si parla di welfare e istruzioni, e tutti questi elementi sono radicati nella realtà razziale. Il razzismo, però, sta sfuggendo alla definizione standard degli americani. Ora gli schemi stanno cambiano ma una forma di schiavismo esiste ancora”. “Milioni di bianchi non hanno votato per Obama - sottolinea Isabel Wilkerson – ma hanno votato per lui i neri e gli ispanici. Negli stati del sud 9 bianchi su 10 non hanno votato per lui e molte persone si sono sentite minacciate”. “Esiste paura sia internamente che esternamente della differenza – dice Gary Younge – se sei un bianco americano preservi quel poco che hai. Era una strategia vincente, ma non lo è più. Questo vale per le prossime elezioni. La base elettorale bianca si sta stringendo sotto il piano numerico. I neri vedono una responsabilità”.

(Renato Augelli)


Dichiarazioni
"Per rendere visibile il corpo nero. La posizione di un gruppo di persone che si sono dichiarate libere." Kristina Kay Robinson
"La mia esperienza è cambiata in quei 12 anni. Io sono il prodotto di un’altra migrazione" Gary Younge
"Vivevo le cose sulla mia pelle nera" Gary Younge
"Nel 2050 non si avrà una maggioranza di un’etnia piuttosto che un’altra. Ed è per questo che assistiamo a questa violenza sui neri. " Kristina Kay Robinson
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it