La tavola verde

Vegetariani, vegani e carnivori: chi ha ragione?

03 OTTOBRE 2015, TEATRO NUOVO, FERRARA, ITALIA
Riassunto
La produzione industriale di cibo ha una dark size: inquina, causa impoverimento delle risorse e costringe gli animali a condizioni di vita non idonee. Tre esperti, con un punti di vista diversi, si confrontano portando alla luce la necessità di una consapevolezza maggiore affinché l'industria alimentare sostenibile non sia più un'utopia.

Paolo Bruni, presidente del Cso, Marco Costantini, in qualità di rappresentante del WWF e Philip Lymbery, autore del libro "Farmageddon" si confrontano su quella che potrebbe essere la scelta alimentare migliore tra le diete vegetariana, vegana e carnivora, focalizzando l'attenzione sul problema dell'industria alimentare intensiva. Modera l'incontro Pietro Del Soldà di Rai-Radio3.

"Farmageddon" evoca l'apocalisse, ecco perchè durante il suo intervento Lymbery parla della distruzione provocata dalle colture e dagli allevamenti intensivi. Racconta la sua esperienza negli Stati Uniti e ricorda come, in California, la terra del latte e del miele, le api non esistano più, a causa dell'inquinamento, e tutto sia coperto da un tappeto di monocolture. Gli allevamenti intensivi per la produzione della carne causano sofferenza negli animali: sia polli che bovini e suini sono bombardati di antibiotici per evitare l'insorgenza di malattie, con gravi conseguenze per la salute umana.

Secondo Costantini, l'Europa è in una condizione molto vicina a quella americana, ecco perché è necessario che si alzi la soglia di consapevolezza. Bisogna capire che tutto ciò ci riguarda molto da vicino. In Italia viene data molta importanza al cibo, il cibo è il pensiero quotidiano degli italiani. Una cultura e una tradizione che spesso ci fanno tralasciare aspetti importanti, come le conseguenze che può avere la pesca selvaggia: l'esaurimento degli stock ittici e la rovina degli habitat. L'acquacoltura che potrebbe sembrare una panacea, in realtà lascia i pesci in condizioni deplorevoli e costringe alcune specie a diventare mangime di altre.

Bruni, sostenitore della dieta mediterranea, crede che un integralismo spinto in materia di alimentazione porti sempre alla deriva. Bisogna stare attenti a condannare l'industria alimentare, perché ha fatto notevoli progressi in termini di sicurezza. Inoltre, nel 2045, quando la popolazione mondiale sarà di 9 miliardi, la produttività dovrà aumentare. Il grosso problema è la sostenibilità degli alimenti. In risposta all'esperienza di Lymbery in California, Bruni esalta la situazione italiana, in cui solo lo 0,3% di frutta e verdura è stata trovata essere fuori limite di tolleranza in materia di contaminazione chimica. L'Italia è uno dei Paesi che si è sviluppato di più in termini di sicurezza alimentare.

Lymbery, acuto estimatore della cucina italiana, fa notare come anche in italia, negli allevamenti destinati alla produzione dei prosciutti, i maiali siano stati trovati in condizioni fuori legge. Inoltre, contraddicendo le opinioni di Bruni, pensa che la produzione globale possa sostenere il cibo per 14 miliardi di persone e che la metà dello spreco di cibo provenga dalle industrie e dalle nostre cattive abitudini. I cereali che vengono destinati agli animali degli allevamenti intensivi potrebbero nutrire gran parte della popolazioni.

Per quanto riguarda la domanda su quale sia la scelta giusta tra le alimentazioni citate, Bruni sostiene che vegetariani e vegani abbiano il merito di avere indirizzato i consumatori ad un maggiore consumo di frutta e verdura. Anche l'agricoltura biologica ha sensibilizzato la popolazione riguardo produzioni più sostenibili. Inoltre, assegnando ancora un punto a favore dell'Italia, ricorda come i prodotti ortofrutticoli abbiano l'obbligo per legge della tracciabilità in etichetta, un sinonimo di qualità.

In accordo con gli altri ospiti per quello che concerne una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, Lymbery suggerisce una politica di maggiore buon senso sul tema dell'agricoltura ed auspica un ritorno agli allevamenti a terra e ai pascoli. Sarebbe ideale evitare anche gli sprechi, tutto ciò a favore dell'ambiente.

(Simona Penatti)



Dichiarazioni
"Noi dobbiamo abituarci a mangiare meno e meglio, dobbiamo produrre qualità e con un'ecodistribuzione" Paolo Bruni
"Mangiare italiano vuol dire mangiare più sano" Paolo Bruni
"Il cibo è il pensiero quotidiano degli italiani" Marco Costantini
"La cultura e la tradizione del cibo spesso ci fanno trascurare aspetti importanti" Marco Costantini
"Il 90% degli stock ittici sono sovrasfruttati, peschiamo anche per produrre altri pesci" Marco Costantini
"Abbiamo bisogno di allevamenti intensivi? Tutto questo non ha senso, ripeto, non ha senso" Philip Lymbery
"L'agricoltura industriale è una follia che cammina da sola" Philip Lymbery
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

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