Benvenuti in Cinafrica

L'impero cinese punta a sud e cambia il volto del continente

03 OTTOBRE 2015, TEATRO COMUNALE, FERRARA
Riassunto
La Cina è diventata il primo partner commerciale dell'Africa;nuova potenza coloniale o visione lungimirante delle nuove opportunità che l'Africa potrà offrire?

Si è svolto al Teatro Comunale il dibattito “Benvenuti in Cinafrica”, per capire come l’economia cinese stia cambiando il volto del continente africano e se i problemi economici cinesi avranno riflessi sull’Africa. Hanno dialogato Howard French, giornalista statunitense, Perselelo Kantai, The Africa Report, Serge Michel, giornalista a Le Monde Afrique. Ha moderato Edoardo Vigna, giornalista del Corriere della Sera.

L'imprenditoria cinese in Africa è da intendersi come nuova forma di colonialismo o come forma di riscatto per l'Africa stessa? Di fatto il rapporto economico tra Cina e Africa è asimmetrico; per la Cina lo scambio commerciale con l’Africa vale 5,1%, per l’Africa quasi il 20% ed è il principale acquirente delle vendite di armi leggere cinesi.

Negli ultimi anni la Cina è diventato il primo partner commerciale dell'Africa e mira a creare rapporti economici di lungo termine. La costruzione in tempi record della metropolitana di Addis Abeda, una grande diga in Kenya e la città fantasma di Angola sono solo alcuni esempi delle strutture realizzate da imprese pubbliche cinesi.

L'interesse della Cina verso l’Africa non riguarda lo sfruttamento delle risorse naturali e dei suoi minerali, ma punta a rafforzare nel tempo il rapporto commerciale con il continente, vendendo i suoi prodotti in un momento in cui tutti i paesi sono in difficoltà economica. L’impero cinese ha capito, già dagli anni novanta, prima di altri paesi, che l’Africa non sarebbe stata perennemente povera, ma che aveva le potenzialità per diventare un mercato.

“Il cinese sogna, è coraggioso, affronta nuove sfide, mentre l’europeo non cerca nuovi obiettivi. Noi europei abbiamo lasciato l’Africa con epidemie e debiti,i cinesi invece sono andati e hanno affrontato sfide importanti. Il fatto di vedere arrivare queste persone così positive, ha lanciato il messaggio che l’Africa è il futuro del mondo”, chiosa Serge Michel.

Il giornalista Howard French invece spiega che “ i cinesi non sono mossi da sentimenti di solidarietà, ma dal bisogno di difendere i propri interessi". Dopo anni di austerità economica imposta dai singoli governi nei vari stati africani, la Cina è diventata una valida opzione. “Per l’Africa 25 anni di austerità economica sono stati un’umiliazione, per cui è comprensibile che l'Africa, in mancanza di risorse finanziarie, abbia ben accolto la Cina”, spiega poi il giornalista Perselelo Kantai.

L’Europa per secoli ha avuto rapporti conflittuali con l’Africa, e oggi il cittadino europeo è stanco, non accetta nuove sfide. “In linea generale gli africani stanno accettando di sfruttare le loro risorse per mettere fine all’idea dello straniero dominatore.La Cina si è proposta in maniera positiva, quindi è stata percepita come un’alternativa”, chiarisce Serge Michel.

(Veronica Capucci)

Dichiarazioni
"La prima volta che arrivai in Africa era il 1975 e ancora le presenze cinesi erano limitate. Quando sono tornato negli anni 90, si notava un aumento, soprattutto in Costa d’Avorio. I cinesi sono gli ultimi colonialisti e non hanno altro scopo che difendere i propri interessi. " Il giornalista Howard French
"Per l’Africa 25 anni di austerità sono stati un’umiliazione, per cui è comprensibile che la Cina in questo contesto sia stata ben accolta." Perselelo Kantai, giornalista
"In linea generale gli africani stanno accettando di sfruttare le loro risorse per mettere fine all’idea dello straniero dominatore. La Cina si è proposta in maniera positiva, quindi è stata percepita come un’alternativa." Serge Michel
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it