A bocca aperta

Dalle Americhe all’Europa e all’Africa, la crisi alimentare è un affare di tutti

03 OTTOBRE 2015, TEATRO NUOVO, FERRARA
Riassunto
Introduce e modera Giorgio Zanchini, giornalista. Martín Caparrós, giornalista argentino e David Rieff, giornalista statunitense discutono sugli aspetti economici della crisi alimentare e degli interessi globali che oltrepassano le frontiere nazionali e superano le distanze geografiche.

Giorgio Zanchini modera la discussione tra Martín Caparrós giornalista argentino e David Rieff giornalista statunitense, introducendo seriamente la questione "Nutrire il pianeta", tema dell’Expo.

«Ma come nutrire il pianeta?» si chiede Martín Caparrós e si risponde: «Non c'è la fame, ci sono persone affamate, la fame è come il cancro e ci sono diverse forme di fame, c'è una fame strutturale, c'è una fame politica persino. Come ci sono tante malattie esistono varie forme di fame. Ci dobbiamo domandare - prosegue il giornalista argentine – se esiste un rapporto tra la forma di governo e la povertà e se nei paesi governati da democrazie c'è meno fame». Un'altra tematica fondamentale connessa al problema della fame è la religione. «Le popolazioni parlano tutte di un Dio, ma la cosa che mi ha colpito di più, è stato l'approccio Indiano. L'india è una democrazia ed è il luogo dove la fame colpisce di più. Anche il credo religioso indiano (Indù) non aiuta lo stato delle cose nell'ambito della lotta alla fame, perché quella religione stabilisce che se uno soffre la fame è colpa sua». La risposta cristiana a questo problema è la carità. Nella città di Madre Teresa non è cambiato nulla a proposito della povertà e della fame».

David Rieff afferma che «La finanza si è impadronita del commercio del cibo. La finanza tratta il cibo dagli anni 40 come una commodity. La borsa americana tratta il cibo come azioni e come obbligazioni. Il prezzo del cibo viene fatto aumentare e ai brokers non importa nulla. Non hanno la sensazione di fare qualcosa di male e pensano di aver fatto il proprio mestiere». Secondo Martín Caparrós si va verso una privatizzazione degli aiuti per puntare il dito contro la cattiva gestione effettuata dallo Stato e dalle agenzie governative. «Nemmeno io credo negli Stati. So che però che lo stato in certi casi è l'unica possibilità, è assolutamente necessario che i cittadini spingano lo Stato». David Rieff ribatte che « il rapporto tra il mondo del business e lo stato è un tema che nasconde molti pericoli» e, aggiunge, «Ho passato la mia vita a distruggere delle utopie. Anche la fondazione Gates è «filantropo-capitalismo, perché il loro punto di vista è legato al capitalismo stesso. Sono critico». Secondo Martín Caparrós «L'unica cosa da fare è cercare di rinunciare all'etica dei risultati». Interviene David Rieff dicendo che «tutte queste soluzioni sono tecnocratiche (esempio OGM) e questo porta gli agricoltori nelle parti sud del mondo a perdere terreno». «Il Brasile – ricorda Martín Caparrós – è partito con un governo liberale e, passando ad un governo di sinistra, ha fatto della lotta alla fame un elemento fondamentale – ma osserva – É attraverso un cambiamento nel regime fiscale internazionale che si potrà risolvere il problema. Le aziende devono pagare le tasse in modo equo e si deve fare una riforma fiscale internazionale, ma credo che ci vorrebbe molto tempo, perché esiste una grande diseguaglianza tra il nord e il sud del mondo».

Sostiene al proposito David Rieff che «Non ci sono prove che il sistema internazionale sia in grado di risolvere il problema della fame. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si occupa di sicurezza. Non c'è un sistema globale e anzi si basa tutto su di un pensiero un po' lobbistico».

(Renato Augelli)


Dichiarazioni
"Ma come nutrire il pianeta? " Martín Caparrós
"La fame è come il cancro, ci sono diverse forme di fame, c'è una fame strutturale, c'è una fame politica persino. Come vi sono tante malattie e tumori, vi sono varie forme di fame" Martín Caparrós
"Ho passato la mia vita a distruggere delle utopie" David Rieff
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it