Coltivare Talenti

Dall’alimentazione all’ambiente: nuovi modelli educativi per i cittadini di domani

02 OTTOBRE 2015, TEATRO NUOVO, FERRARA
Riassunto
Alice Waters di Slow Food International incontra Danilo Casertano, fondatore dell'Asilo nel Bosco a Ostia Antica, vicino Roma. Il moderatore Valerio Borgianelli Spina chiede ai suoi ospiti quale spinta pedagogica anima i loro progetti tra natura e cultura.

Attratta dai profumi e dai colori dei mercati francesi, Alice Waters, vicepresidente di Slow Food International dal 2002 e sostenitrice della rivoluzione alimentare negli USA, ha portato l’esperienza del cibo biologico e della convivialitá non solo nelle tavole del ristorante Chez Panisse a Berkeley, in California, ma anche tra i banchi di scuola. «L’educazione può passare attraverso il cibo», è questa la scommessa che ha dato vita al progetto Edible Schoolyard che oggi Alice Waters, insegnate con metodo Montessori, ha raccontato al Festival Internazionale. La scuola come scambio di metodologie per accedere a una maggiore connessione con la natura e con il cibo di cui ci nutriamo fin dalla più tenera età, è divenuto un network aperto a tutti gli insegnanti americani che vogliano educare alla coltura come cura della terra e al rispetto dei ritmi stagionali, lontano dalla «deglutizione» delle idee fast food. «La monocoltura con i solchi dritti della semina industriale, che ricordano i bambini costretti nelle file e nei banchi» sono pure la realtà da cui Danilo Casertano, fondatore dell’Asilo nel Bosco a Ostia Antica (Roma) è voluto fuggire. Come Alice Waters, anche Casertano crede nel valore pedagogico delle relazione che i bambini sanno costruire con la natura e con gli altri a partire dai sensi. «Il tatto aiuta a costruire il senso dell’io, un io che è anelito a stare insieme agli altri» spiega l’educatore. L’esperienza dell'Asilo nel Bosco, ispirato dagli asili immersi nella natura in Svezia, nasce una quindicina di anni fa, quando la riuscita comunicativa di un semplice cartello in legno fa il giro del web e accende una miccia: il cambiamento verso una scuola nella natura che tutti vogliono. La cura dei bambini verso una cultura della relazione, della fiducia e dell’amore ispira anche le parole di Alice Waters sul valore della cura della terra che può innescare il cambiamento, come testimoniano le esperienze dei detenuti negli orti dei carceri californiani.

Tra le numerose domande dai ragazzi in platea, una sugli impatti della siccità nelle colture californiane porta Alice ad insistere sulla necessità di prendere coscienza del cambiamento climatico in atto e di tarare la domanda sulla disponibilità dei prodotti. Una realtà che Chez Panisse già affronta riducendo sul menu la presenza di manzo, il cui allevamento richiede abbondanza d’acqua e venendo incontro alle esigenze degli agricoltori.

Casertano risponde, invece, alla richiesta di spiegare la gestione della sicurezza in un asilo a contatto con la natura, riecheggiando una frase di Benjamin Franklin secondo cui: «“se si sacrifica la libertà per la sicurezza, non si avrà né l’una né l’altra”. Bisogna coltivare la presenza, non costruire recinti».

Il cambiamento in atto verso una maggiore «connessione con la natura» dicono gli ospiti è segnato dall’«impegno pubblico nel dare il meglio ai nostri ragazzi», afferma Alice Waters, mentre Danilo Casertano insiste: «quando avremo un buon rapporto con la natura, avremo buone relazioni anche tra noi».

(Sara Campanella)

Dichiarazioni
"«I sensi sono la strada verso la mente, il modo in cui conosciamo» «Meglio essere coinvolti nel processo di produzione, questo intendo con "Edible schoolyard"» «L'85% dei bambini statunitensi non fanno neanche un pasto con la famiglia»" Alice Waters
"«Il nostro obiettivo è che l'Asilo nel bosco diventi pubblico, che appartenga al popolo e che sia aperto a tutti» «Quindici anni fa il nostro progetto educativo interessava tipologie di persone etichettabili, oggi è in atto un cambiamento: è un'esigenza che tutti pensano»" Danilo Casertano
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Profilo Aziendale Internazionale 2015

Internazionale a Ferrara è il festival di Internazionale. Un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Nel 2014, con 230 ospiti arrivati da trenta paesi, workshop, conferenze in live-streaming, mostre, concerti, proiezione di documentari, laboratori per bambini, Internazionale a Ferrara ha registrato 71.000 presenze, con un aumento di pubblico del 12% rispetto all’edizione precedente

L’ingresso agli eventi è gratuito, tranne quello ai documentari.

Tra gli ospiti delle edizioni passate: Natalie Nougayrède, Jayati Ghosh, Arundhati Roy, Bill Emmott, Dana Priest, Evgeny Morozov, Olivier Roy e Roberto Saviano.

Tutti gli eventi si svolgono nel centro storico di Ferrara dove è facile spostarsi a piedi o in bicicletta.

Nel corso degli anni si è provveduto a un progressivo abbattimento di tutte le barriere architettoniche nelle location del festival. Anche quest'anno, alcuni degli incontri saranno tradotti nella lingua dei segni italiana (LIS), al fine di integrare e migliorare i servizi offerti alle persone diversamente abili. In questo modo “Internazionale a Ferrara” si è configurato come il primo festival italiano completamente accessibile.

Dal 2009 inoltre il festival organizza il premio giornalistico Anna Politkovskaja, per ricordare la giornalista russa uccisa nel 2006.

Il festival, nato nel 2007, è organizzato da Internazionale in collaborazione con il comune e la provincia di Ferrara e la regione Emilia-Romagna.

Per informazioni scrivi a festival@internazionale.it